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Mezzi di comunicazione by Pads
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nota dell'autore:
partecipa al torneo CI SONO ANCH'IO!
“Te lo sto chiedendo per favore... il mio è un bisogno che va oltre i limiti della comprensione, okay? E’ atrocemente importante.”

La creatura scosse la grande testa, un ghigno di perfidia che gli attraversava il viso. Si allisciò con tutta la dignità che gli permetteva l’indossare uno straccio lurido attorno alla vita, quel pezzo di stoffa.
James fece un respiro molto profondo. Quell’essere era diabolicamente insostenibile, addestrato alla cattiveria pura. Ammaestrato dalla regina della falsità e dell’opportunismo, della perfidia più gratuita.
James stava perdendo quel poco di senno che gli rimaneva, a causa del dolore che il contatto tra le proprie ginocchia e il freddo pavimento della cucina gli procurava.
Odiava utilizzare i camini per comunicare, ma a quanto pareva Marcantonio, il suo gufo grigio, aveva dato forfait. Beh, in realtà da quando Peter aveva tentato di fare accoppiare lui e Gulliver non era più lo stesso. Basti sapere che Gulliver non era stato chiamato così per errore o per una stupida iniziativa di Sirius o per il sadico gusto della sorellina di Peter: si trattava proprio di un gufo maschio.

“Potrei sapere qual’è il motivo per cui non intendi fare ciò che ti sto chiedendo da dodici miliardi di ore?”

La brutta creatura si mosse sulle punte dei piccoli piedi tre o quattro volte, gongolandosi nella propria momentanea superiorità.

Kreacher non parlerà con quel piccolo arrogante, perchè la padrona non vuole che ci parli e soprattutto non vuole che della feccia traditrice del proprio sangue possa avere contatto con la propria famiglia o con la propria nobile e antichissima casata.

“Kreacher, santo cielo, chiamami quell’idiota di Sirius!”

Seguirono rumori di varia natura, un gridolino sommesso e parecchi ghigni di trionfo.
Poi, Sirius comparve con i suoi lineamenti aggraziati e la sua eleganza innata, in ginocchio davanti al camino, incredibilmente incurante del resto del mondo, pur tenendo un orribile elfo domestico sgambettante per una caviglia, a testa in giù.

“Chi sarebbe l’idiota?”