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Finalmente sceglierai by ferao
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nota dell'autore:

Ipotetico seguito di "Un prefetto imperfetto"... Non avrei scritto così la loro storia, ma se la Rowling li ha fatti lasciare, chi sono io per impedirlo?

Mio primo esperimento di song-fic, il testo è "Verranno a chiederti del nostro amore" di Fabrizio De André. Leggete, ascoltate e fatemi sapere che ne pensate per favore!!


Quando in anticipo sul tuo stupore
Verranno a chiederti del nostro amore
A quella gente consumata nel farsi dar retta
Un amore così lungo
tu non darglielo in fretta


- Che ti è successo?-
Che razza di domanda è, "che ti è successo"? Ma niente, maledizione!
- Non sei mai stato così...-
Impegnato? Coerente? Deciso?
-... idiota-.
Ah. Ecco cos'è che pensi di me.
Dopo sei anni passati insieme, due a convivere, uno a cercare di fare un figlio; sei anni di dolcezza e promesse prima, di cauto allontanamento poi, di tentata riappacificazione alla fine.
Sei anni passati dietro alla donna che credi essere quella giusta, che forse è la sola che ti sa amare.

Non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole,
le tue labbra così frenetiche nelle fantasie dell'amore
e dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei sempre
nell'ipocrisia dei mai


- Avevi detto che contavo più del tuo lavoro! Hai detto che volevi un figlio da me, che ti importava più questo della tua maledetta carriera!-
Sì, l'ho detto.
E l'ho pensato davvero.
Quando ti ho vista in bilico tra me e il resto del mondo, quando ho sentito che avrei potuto perderti per sempre, che non saresti stata più mia, ho fatto quelle promesse.
Mai mantenute.

Non sono riuscito a cambiarti,
non mi hai cambiato, lo sai.

- E invece... non sei cambiato affatto...-
Non è vero. Sono cambiato.
Sono diventato cinico, nervoso, mai disonesto ma pronto a tutto.
Sono cambiato. Ma non grazie a te.
Tu sei rimasta quella che eri a quindici anni. Splendida nella tua fede nella vita, nell'amore.
Caparbia nel tentativo di riconquistare e tenere vicino a te il tuo uomo.
Feroce nel difenderlo, da tutto e da tutti. Dolce nell'amplesso come negli attimi di silenzio in cui eravamo solo tu e la mia anima, nuda di fronte ai tuoi occhi d'estate.
Fragile, nella consapevolezza del tuo amore sminuito e messo in un angolo.
Appassita, nell'attesa del miracolo che non arriverà mai.

Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
Come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
I tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
I tuoi occhi assunti da tre anni
I tuoi occhi per loro

- Pensare che ti ho perdonato tutto... ti ho perdonato le scappatelle con le colleghe, le umiliazioni in pubblico...- ora la ragazza ha le lacrime agli occhi.
Sì, mi hai sempre perdonato.
Perché sapevi che sarei sempre tornato da te.
Perché nelle altre donne ho sempre cercato te, perché ho voluto con tutte le mie forze che ci fosse un'altra te da cui scappare per lasciarmi alle spalle la quotidianità in cui mi ero perso.
Non mi sono mai reso conto che la vita con te è la cosa più preziosa che mi sia mai stata donata.
E ora che lo so, ti guardo piangere.
Guardo piangere quegli occhi amati e amanti, quegli occhi splendenti per cui avrei lottato con tutte le forze.
Una volta.

... e troppo stanchi per non vergognarsi di confessarlo nei miei,
proprio identici ai tuoi:
Sono riusciti a cambiarci
Ci sono riusciti, lo sai.

- L'ho fatto perché pensavo che lo facessi per la tua posizione, visto che non hai mai pensato ad altro...-
No, ti sbagli.
Non sono mai andato a letto con nessuna per il lavoro.
E poi smettila parlare di questo lavoro.
Ne abbiamo già parlato, ricordi?
Ti ho già detto perché agisco così.
Volevo un futuro, che non somigliasse al mio passato.
Volevo essere il primo, per dimostrare che valgo qualcosa.
Volevo che finalmente fosse chiaro che non posso essere sempre il figlio di Arthur Weasley, che è troppo buono per fare carriera.
Volevo essere migliore. Il migliore. Per te. Per me. Per tutto quello a cui tengo.
O meglio, a cui credevo di tenere.
Non avrei mai creduto che la vita ci avrebbe separati con così tanta violenza.
- Ma adesso sono stanca, Percy...-
Anch'io.

Ma senza che gli altri ne sappiano niente
Dimmi: senza un programma, dimmi, come ci si sente?
Continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito?
Farai l'amore per amore
O per avercelo garantito?

- Per il tuo stupido Ministro hai persino abbandonato la tua famiglia!- ha smesso di piangere. Ora grida.
- I tuoi non hanno più saputo nulla di te, mi hai proibito di parlargli, di andarli a trovare!-
I miei...
Erano solo una parte della mia storia che volevo cancellare.
Ma non voglio che me lo rinfacci così. Fa più male del resto.
Loro sono... così chiusi, lo sai. Lo sono sempre stati verso di me, dannazione!
Ti sembra che mi abbiano mai dato importanza, da quando sono nato?
Ho sempre cercato di essere il migliore, il primo, ma no: tutti avevano occhi solo per Bill, che era bellissimo;
per Charlie buono a nulla, che ha fatto la furbata di andarsene lontano a studiare i draghi e dà alla mamma più preoccupazioni di quante gliene dia io;
per i gemelli, che tutti adorano perché fanno ridere;
Ron e Ginny sono i piccoletti, i più coccolati.
Ma io, io cosa sono? Per loro non sono mai stato nulla se non un motivo di scherno.
- Ti ammiri davvero così tanto per quello che hai fatto?-
No. Non so vivere senza di loro.

Andrai a vivere con Alice che si fa il wiskhy distillando fiori
O con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori

O resterai più semplicemente
Dove un attimo vale un altro
Senza chiederti come mai

- Non sei l'uomo di cui mi sono innamorata-.
Lo sono. Lo sono sempre stato. Perché in fondo ti amo ancora.
Non sono bravo a dirtelo, le mie parole sono pompose e funzionali al mio incarico.
I miei gesti sono formali, non sono mai stato bravo a dare e ricevere carezze e conforto.
Però ti amo. Te lo giuro.
Ma tu non vuoi giuramenti.
Non adesso che mi gridi in faccia il disprezzo accumulato e mandato giù in questi sei anni.
Il disprezzo verso chi ti guardava con compassione
Verso il mio lavoro che vedi come un nemico, al pari di un'amante
Verso di me che non ti trattengo.


- Io... non so più che pensare di te...-
Ma io lo so cosa pensi di me. Pensi che non sono più ciò che vuoi.
Tu vuoi qualcuno che sappia starti accanto come meriti.
Che ti dia un futuro, che pensi solo a te, che non cerchi di essere perfetto di fronte agli altri ma solo di fronte ai tuoi occhi.
Che sappia dirti quanto ti ama senza giri di parole.
È questo, quello che vuoi.
Quello che non ti ho mai saputo dare.


Continuerai a farti scegliere


- Perdonami...-
Non preoccuparti. Nemmeno io mi amerei se fossi al posto tuo.
Sembra scontato, ma è davvero così.
Non mi amo, perché non sono mai stato capace di guardarmi dentro, come hai fatto tu.
Dovrei ringraziarti, dovrei maledire me stesso, il mio lavoro, afferrarti e baciarti e non lasciarti uscire di qui, andare dai miei e chiedere perdono in ginocchio, sposarti e darti quel figlio che desideri tanto.
Dovrei mandare a farsi fottere il mio complesso di inferiorità,
dovrei farti altre promesse e mantenerle
e invece ti guardo, in silenzio, mentre stai sulla soglia della porta di casa, con la valigia in mano e la paura negli occhi. La paura di non riuscire più ad andartene.
Ma fallo, ti prego.
Fallo, perché io non saprei fermarti.
Fallo, perché ti condannerei ancora all'infelicità.
Fallo.

O finalmente sceglierai.

- Addio...-
Addio, Penelope Light.