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Come un ghiacciolo al limone by Jo_TabbyCat
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nota dell'autore:
Un'altra Albus x Minerva.
Se vi piace il pairing non dimenticate d'iscrivervi al C.R.E.P.A. (Comitato Per la Riabilitazione dell'Eccellente Pairing AlbusxMinerva).
Vi aspettiamo!
Come un ghiacciolo al limone Da ascoltare mentre si legge: In the Mourning - Paramore                          

Come un ghiacciolo al limone


 
 
La superficie acquatica rifletteva la luce solare, brillava come una distesa di minuscoli diamanti.
Gli alberi si ergevano scuri e imponenti sulle sponde del Lago Nero, scossi da un vento leggero e impertinente.
«Perché quel cruccio sul viso, Minerva cara?», la voce di Albus le giunse ovattata dal rumoroso caos dei suoi pensieri confusi.
Abbassò gli occhi fino ad incontrare il suo sguardo penetrante che la fissava con dolcezza.
L'uomo era seduto ai suoi piedi, la schiena era poggiata al masso su cui la compagna si era seduta, l'ampia tunica azzurra distesa sull'erba.
Minerva accennò un lieve sorriso, fissando intensamente i suoi occhi di zaffiro dai riflessi argentei.
Si lasciò sfuggire un sospiro malinconico. «Accadrà davvero, Albus? Tutto ciò che conosciamo sta per essere spazzato via dalla guerra: Hogwarts, il lago, gli alberi...»
Sussultò di colpo, «Persino tu ed io».
 
You escaped like a runaway train
Off the tracks and down again
My hearts beating like a steam boat tugging 
All your burdens, on my shoulders

 
Lui le sorrise amaramente. «La guerra é una grave piaga che dilania da sempre il genere umano. L'importante non é sopravvivere quanto riuscire a ricominciare una volta sopravvissuti».
Notando il turbamento suscitato dalle proprie parole Silente si girò, mettendosi a sedere sulle ginocchia. «Non era mia intenzione turbarti, mia cara», le sussurrò all'orecchio.
«Non mi hai turbato», mentì la donna, con poca convinzione.
Lui ridacchiò. «Non sei mai stata una brava bugiarda, Minerva», disse accarezzandole una guancia.
«No, infatti».
«Suvvia, é una bella giornata. Rischiara un poco il viso, i tuoi occhi perdono la loro vivacità quando sei così rabbuiata».
L'interlocutrice annuì seria, mentre l'uomo si lasciava andare ad una risata cristallina e sincera, che si disperse nel vento leggero.
Armeggiò nelle tasche silenziosamente, per poi estrarre uno strano involto trasparente. All'interno stava un pezzo di ghiaccio tinto di chiaro e dalla forma allungata, infilzato su un bastoncino di legno.
Gliel'offrì con un gran sorriso stampato in volto. «Ghiacciolo al limone?»
 
In the mourning, I'll rise
In the mourning, I'll let you die
In the mourning, all my worry

 
Minerva si strinse nel mantello, per proteggersi da un vento gelido che spirava con forza.
La tomba bianca stava davanti a lei, marmo nudo e freddo che la separava dal quel corpo amato, sostenuto, sofferto.
Un lacrima le solcò una guancia scavata dagli anni nello stesso punto in cui Albus Silente, anni prima, l'aveva accarezzata con dolcezza.
Uno strano sapore le invase la bocca, impregnandole la lingua. Non le era sconosciuto, lo odiava con tutta se stessa. Amaro e pungente, dolciastro e penetrante. L'inconfondibile sapore del limone.
Il vento pareva trasportare ancora quelle parole, "l'importante non é sopravvivere quanto riuscire a ricominciare una volta sopravvissuti"; erano intrise nella brezza, portavano con sé la malinconica scia del limone.
Lei era sopravvissuta, cosa le rimaneva? Solo tristi ricordi di giorni migliori.
Avrebbe preferito morire piuttosto che rimettere insieme i cocci della propria vita, non ce la faceva a ricominciare.
Il suo nome spiccava dalla fredda e insensibile pietra, un epitaffio scritto in lettere dorate.
Che è rimasto di te, Albus? Un nome, due date, le memorie di una vecchia strega.
Poggiò le labbra sulla superficie liscia e candida, piangendo lacrime amare in silenzio.
 
Now there's nothing but time that's wasted
And words that have no backbone
Now it seems like the whole world's waiting
Can you hear the echoes fading?

La luce era bianca e accecante, le sue palpebre si strinsero nell'intento di schermarla.
Mise una mano davanti al viso, per nascondere la fonte luminosa alla vista. «Dove sono?», mormorò confusa.
«A casa», le rispose una voce pacata che avrebbe riconosciuto tra mille.
«Albus?», domandò sorpresa mentre si teneva il petto, temendo che il cuore potesse balzar fuori dalla gioia.
La luce scemò gradualmente. Una figura familiare stava davanti a lei, i contorni si delineavano sempre più.  Si trattava di un uomo alto e distinto, vestito di bianco. La lunga barba argentea era arrotolata più volte intorno alla cintura, i penetranti occhi azzurri brillavano compiaciuti. «In persona».
«Dove mi trovo? Ero nel mio letto fino a poco fa».
Silente assunse un'espressione strana e un sorriso gli illuminò il volto, come se stesse avendo un dejà-vù. «Guardati intorno, dove pensi di essere?»
Solo allora si accorse che la luce abbagliante era scemata lentamente per fondersi con il paesaggio circostante.
Un grande lago si estendeva a pochi metri da loro, circondato da alberi e fitta vegetazione. Il sole splendeva sornione sopra le loro teste, un vento caldo solleticava i loro volti.
«Siamo al punto di partenza», sussurrò Minerva in un misto di incredulità e confusione. «Il Lago Nero, gli alberi...», soffocò un gemito.
Albus le sorrise. «Tempo fa  un ragazzo mi disse di aver riconosciuto la stazione di King's Cross, ma anche il Lago Nero è molto originale».
«E' un sogno?»
Ignorò la domanda. «Mi hai sognato spesso dalla mia morte, Minerva?», le domandò.
Lei annuì con vigore, mordendosi il labbro per impedire alle lacrime di sgorgare sulle guance. «Mi sei mancato tanto, troppo».
Silente abbassò lo sguardo, malinconico. «So quanto hai sofferto in questi anni. Ti ho lasciata sola mentre la guerra imperversava nel nostro paese, sola a combattere e a sopravvivere, sola a cercare di ricominciare».
La donna scoppiò in singhiozzi. Albus si avvicinò cauto, per poi avvolgere dolcemente le sue braccia intorno a lei.
«E' tutto finito, Minerva. Hai trascorso la tua vita nel migliore dei modi, con coraggio e nobiltà di spirito. Una vera Grifondoro».
Quell'ultima frase la lasciò spiazzata. «Sono morta?»
 
And it takes all my strength 
Not to dig you up from the ground, in which you lay
The biggest part of me 
You were the greatest thing

And now you are just a memory to let go all
 
«E' così sconvolgente per te?», domandò Albus.
«Pare un sogno così vivido: i colori, le forme», mormorò Minerva contro il suo petto. «Ora che me lo hai rivelato non è così terribile. Me ne sono andata dal mondo terreno, come doveva essere. Sono giunta alla fine dei miei giorni».
Si sentiva quasi più leggera, come se un enorme peso le fosse stato tolto dal cuore.
Albus era lì, in carne ed ossa, che la stringeva tra le sue braccia. Era lì e nessuno glielo avrebbe portato via.
Inspirò a fondo il suo profumo, per niente sorpresa di percepire la fragranza di limone intrisa nelle sue vesti. Sorrise serena e l'uomo le sfiorò la fronte con le labbra.
Una luce dorata li illuminò all'improvviso, le loro ombre si distendevano sull'erba verde.
L'uomo sciolse il caldo abbraccio che li legava e le tese la mano. «Andiamo?»
Lo guardò stranita.
«Ti fidi di me?»
Minerva annuì lentamente in risposta e Silente le sorrise. «Andiamo dove le anime devono andare, dove la vita scorre senza fine. Andiamo incontro alla vita eterna, insieme».
La donna strinse la sua mano ossuta, seguendolo diligentemente.
Albus la guardò per un istante, i suoi occhi azzurri penetrarono quelli verdi di Minerva.
Poi sorrise gioviale ed estrasse dalla tasca un involto trasparente. «Ghiacciolo al limone, cara?»
 
In the mourning, I'll rise
In the mourning, I'll let you die
In the mourning, all my sorry