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Earth & Clouds by TomteNadia
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Earth & Clouds

Earth & Clouds

 

 

 

“Perce, se potessi essere qualcun altro per un solo giorno, chi vorresti essere?”

 

Pigramente si volta verso di me e mi fissa con il suo consueto sguardo annoiato. Perce odia essere disturbato mentre è assorto nelle sue scartoffie.

Appoggia i documenti sul tavolino e si distende comodamente sul divano, pronto per una lunga disquisizione filosofica sull'inutilità del bisogno di immaginarsi nei panni di un altro essere umano.

 

“Perchè mai dovrei desiderare di essere un'altra persona? Cosa c'è di sbagliato nell'essere me stesso?”

 

Audrey, anche tu. Lo conosci da anni ormai. Perchè gli fai certe domande?

 

E' un gioco, Perce.”

“Hmpf.”

 

Hmpf. La sua espressione preferita con la quale esterna il suo risicato, tendendo all'inesistente, catalogo di emozioni approvate dal suo cervello.

No, ma lo amo. Non fraintendetemi.

È solo che a volte penso che se avessi sposato un robot sarebbe stato più facile.

 

“Credo che alla fine opterei per essere me stesso. Difficilmente potrei tollerare di essere nei panni di un altro individuo. È più che logico.”

 

Che vi avevo detto?

 

Noto la sua espressione attenta e in quell'istante ho un'epifania.

 

“Saresti un perfetto Mr. Spock.”

“Chi?”

“Da Star Trek, te lo ricordi? Il telefilm sullo spazio che ti ho fatto vedere un po' di tempo fa.”

 

Ci vuole qualche secondo prima che i suoi neuroni si mettano in moto. La sua espressione passa dal vuoto cosmico, allo sforzo supremo, fino all'illuminazione divina.

 

“Quel telefilm era illogico.”

 

Ora, immaginatevi Perce che pronuncia questa frase con la stessa cadenza del suo corrispondente televisivo e sarete benvenuti nel mio incubo.

 

Oh santa Rowena, mi sono sposata Mr. Spock.

 

Cerco di fare l'offesa per un breve istante e trattenere la Banshee che c'è in me. Il poverino va capito. L'adattamento al mondo Babbano gli causa ancora dei seri problemi.

Tuttavia non riesco a tenergli il muso troppo a lungo. Che ci posso fare, per qualche strano motivo a me ancora sconosciuto, questo suo modo di essere ha un che di attraente.

 

“Vieni qui.” lo afferro per il bordo del maglione e lo tiro verso di me, finendo sdraiati sul divano.

E avvampa di imbarazzo come una ragazzina pudica.

 

Ma subito dopo è lui a stupirmi. Sento le sue braccia avvolgermi dolcemente e le sue labbra posarsi delicatamente sulle mie in un timido bacio.

E lo fa con quella tenerezza che sa essere solo sua.

 

“Però ripensandoci...” mi stacco leggermente e lo fisso negli occhi “... potresti essere anche Mr. Darcy.”

 

Sorride.

 

“Mr. Darcy.” Sul volto un cipiglio pensieroso “Sì, penso che potrei essere Mr. Darcy per un giorno.”

“Allora muoviti a baciare la tua Elizabeth, prima che scappi con Mr. Whickam.”

 

 

 

 

“If I could but know his heart, everything would become easy.”

(Sense and Sensibility — Jane Austen)